Raccontandomi, è come..

Altrove, Istantaneedime..

Infilo un cappotto beige doppiopetto,
senza sciarpa, non alzo il bavero e faccio quattro passi per la città eterna..

Un’ora toccata dalla grazia..

L’aria che trascolora dall’azzurro al nero, la chiarità, più su, delle prime stelle..
Le luci si accendono all’interno dei palazzi.. si infittiscono le ombre nei malchiusi cortili. Visione accattivante di un presepe che si accende tutto l’anno.

La città si ammanta per il proprio gala vespertino,
e il mio passo non conosce più peso..

Sono pochi istanti, non presagiti e non cercati…
frazioni di secondo che si stipano di ricordi, di analogie, di frammenti percettivi sciamanti qui,
nell’incanto presente, da tutte le plaghe sfiorate nella vita..

Sere presenti che in questa vivono e
si animano della loro sublime bellezza.

L’ultima luce calante incalzata dall’oscurità e da
tutte le sue eccitate, condivise follie..

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