La tua mani

Guarda, non chiedo molto,solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.

Io ho bisogno di questa porta che aprivi perché vi entrassi, nel tuo mondo,
questo pezzetto di zucchero verde, di tonda allegria.

Non mi presti la mano questa notte di fine d’anno, di civette rauche?

Tu, per ragioni tecniche, non puoi.

Allora io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito, e la pesca setosa della palma

e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.

Così la prendo così la sostengo, come

se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo.
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.

Photo Willy Ronis

  

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