Esercizio del trasloco

Il tempo qui non è stato che un pezzo di cartone,
un sobbalzo. 

La porta si chiude per l’ultima volta.

Il fascio di forze domestiche
il genio del luogo
saluto ora con ringraziamento.

A tutto ciò che tace perfettamente
e che sempre qui dentro ha taciuto
a ciò che non appare
in questa casa vuota
e resta come il larga attesa.

A questo punto del mondo, alto sulla città vecchia
a questa cuccia di luce e conforto
in cui abbiamo amato meglio che potevamo
e dormito bene nella sua pace
e fatto tutte le cose umane
delle vite, al mio cuore
senza tristezza che tutto saluta
contento, come esercizio
di distaccamento, come grande
scuola del trasloco e del suo lasciare la presa.

Vi lascio, cose.

Il vostro mancarmi sia la melodia
che ora mi guida:
La schiena liberata dal peso
stia dritta in attesa
della più alta impresa.

Il bastarmi del poco e del niente che serve.

E il resto sia vuoto.
Sia intesa con tutto ciò che non pesa.

Photo Noelle Oswald

  

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Conchiglie

Sento di assomigliare
ad una conchiglia.

Il desiderio di opporsi
a dolorose intrusioni
ha fatto consolidare, nel tempo,
il guscio protettivo.

Colorato e brillante
è un allettante richiamo per molti,
ma pochi, o quasi nessuno
riesce a toccare
il cuore molle e fragile
che vi è racchiuso.

Solo il mare penetra
senza riserve
quell’intimo complesso,
elicoidale, profondo,
creando mulinelli d’acqua
e bollicine spumeggianti
che portano la vita.

La conchiglia che affiora dalla sabbia
è sommersa dal mare.

La sua vita interiore è generata
da quell’essere liquido e invadente
che tutta la permea.

Il guscio bagnato è bellissimo,
i suoi colori si accentuano
e diventano brillanti.

Al suo interno,
a contatto del mare,
palpita la vita.

Io sento di assomigliare
ad una conchiglia
e tu al mare.

Photo Colette Saint Yves

  

Che farmene delle stelle

Che farmene delle stelle,
di questo vento leggero che mi accarezza la sera,
che farmene di una finestra spalancata sul mondo,
sull’orizzonte, se tu non ci sei?

Tutto ha una luce diversa se sei qui con me.
Tutto ha senso solo se posso raccontartelo.

Il mondo è semplicemente nel tuo abbraccio.

Photo Richard Avedon